(I. Illich)
Questo post è dentro al mio cuore da un bel po'. L'argomento è delicato, ma cercherò di trattarlo come se parlassi di me, invece parlerò di Eluana.
La sua vita è sconosciuta a tutti, ciò di cui si sparla è la sua morte. Chi sia stata, quando poteva decidere dei suoi sorrisi e delle sue lacrime non lo sappiamo, però ognuno di noi ha espresso un giudizio in merito alla sua storia.
Morta alla vita nel 1992 in seguito ad un incidente stradale, vive alla medicina grazie ad una vita virtuale, che palesemente possiamo definire accanimento terapeutico.
Il papà di Eluana chiede da molto tempo la possibilità di sospendere l'alimentazione e le terapie, ma il caso arriva alla Corte di Cassazione. La sentenza, dopo un rinvio e turbolenti accanimenti mediatici, stabilisce i due presupposti necessari per poter autorizzare l'interruzione dell'alimentazione artificiale:
- Occorre che «la condizione di stato vegetativo sia irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche recupero della coscienza».
- Occorre altresì che sia provato in maniera chiara, univoca e convincente che il paziente, prima di perdere lo stato di coscienza, sarebbe stato contrario alla continuazione delle cure.
Finalmente o quasi, il 9 luglio 2008 la Corte di Cassazione Civile di Milano ha autorizzato il padre Beppino Englaro, in qualità di tutore, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata che mantiene in "vita" Eluana. Cosa accade ora? Accade che in Italia, Stato laico, la Chiesa sentenzia in merito all'accoglienza di Eluana in strutture sanitarie pubbliche...
Io Credo in Cristo, credo nella Sua venuta e nella Sua esistenza divina, ma è sempre più debole il mio credo cattolico. Sempre più spesso la chiesa non mi parla di Amore, dunque non mi parla di Cristo. Il cardinal Poletto parla ai medici di obiezione di coscienza e vorrei poter leggere questo messaggio positivamente, ricordando a tutti che siamo in libero arbitrio sempre, perché questo è il Nuovo messaggio cristiano. Sì, ma non so perché, il riferimento della Bresso ad un "diktat" ai credenti, appare decisamente più convincente.
Sono dispiaciuta di come si possa parlare di una persona in coma vegetativo come di un disabile, è chiaro che non è la stessa cosa. Ciò vuol dire o che siamo ignoranti o che forse trattiamo i disabili nello stesso modo in cui trattiamo i malati in stato vegetativo. Mi piacerebbe capire se sono diventata una cattiva credente o solo una responsabile e rispettosa cittadina italiana. Vorrei inoltre sottolineare quanto siano beceri i tentativi infimi e subdoli del far notizia, utilizzati da personaggi come Giuliano Ferrara, il quale farebbe meglio a chiedersi in quale sindrome apallica è caduto il suo organismo, segno evidente di un cattivo amor proprio, invece di manifestare in squilibrate espressioni di solidarietà alla vita. Raccogliere bottigliette di acqua, sottrae un bene comune e disperde materiale inquinante, in me crea solo rabbia e nessun interrogativo sul senso della vita. Per concludere, vorrei tanto che i media invece della splendida Eluana ventenne, ci mostrassero le foto della Eluana in coma vegetativo, così forse capiremmo cosa vede tutti i giorni chi la ama veramente.
Anto

